La psicologia in azienda

Le crisi e i veloci cambiamenti in corso su vari fronti investono direttamente e intimamente la vita delle persone, delle organizzazioni e della società. Questo va a incidere sulle performance e nei diversi ruoli che assumono nell'arco del tempo. Pandemia, guerra, inflazione, sono difficoltà che ingigantiscono le sfide già in corso legate alla transizione digitale ed ecologica. Ancora una volta, anzi più di prima, diventa centrale il concetto di resilienza, per il futuro delle imprese e del paese: affrontare le sfide con efficacia, liberando le risorse individuali e collettive e quindi potenziando il capitale umano.

Valorizzare il capitale umano e le sue qualità inespresse significa creare sviluppo e valore personale e collettivo.

E questo è imprescindibile dall’azione psicologica. Con l'incalzare delle crisi, l'aumento di complessità dei sistemi, la pervasività della tecnologia, l'emersione di nuovi stili di vita e di lavoro, si evidenzia una contraddizione dirompente: nel momento in cui sarebbe fondamentale un buon funzionamento intellettivo e affettivo/emozionale, la psiche risulta sempre più sofferente e fragile, incapace di cogliere opportunità, accettare sfide, agire positivamente anche in situazioni difficili.

Le competenze specifiche della psicologia del lavoro e dell'organizzazione sono in grado di affrontare tutte le problematiche relative ai comportamenti lavorativi e al benessere organizzativo. Nella fase attuale le problematiche circa il capitale umano sono accentuate dall'incrocio simultaneo di tre forti criticità per l'impresa:

1) L'inadeguatezza storica delle politiche e dei meccanismi, sia del sistema istruzione/formazione/lavoro, sia dei modelli di welfare del nostro paese.

2) La scarsa competenza organizzativo-gestionale e HR del mondo imprenditoriale italiano.

3) L'incertezza delle prospettive del business e delle carriere, generata dal succedersi e dall’approfondirsi di fenomeni straordinari di crisi e cambiamento (pandemia, transition, guerra e crisi energetica, inflazione).


Con le sue teorie, i suoi metodi e i suoi strumenti, lo psicologo è in grado di affrontare e trovare soluzioni alla gestione delle risorse, alla rivisitazione delle strategie imprenditoriali e quindi alla cultura organizzativa, nella prevenzione dello stress e quindi nella promozione delle potenzialità e delle capacità delle imprese come dei singoli, nella creazione di una mentalità aziendale che favorisca il benessere, il business, la soddisfazione personale.

La psicologia del lavoro e dell’organizzazione

L'approccio psicologico è una componente primaria di conoscenza del pensare e dell'agire, e diventa indispensabile e prioritaria in momenti problematici come quello che stiamo attraversando, per evitare risposte difensive o disfunzionali e ottimizzare gli sforzi per l'adozione di soluzioni costruttive e innovative.

Il contributo della psicologia per la gestione del cambiamento rappresenta un plus percepito oggi come tale da un'avanguardia culturale di persone e imprese: la sua diffusione diventa anch'essa una sfida da cogliere in quanto coerente con le sfide produttive e occupazionali dei prossimi anni. In Italia la rappresentazione sociale della psicologia è prevalentemente quella di una scienza e di una professione del disagio e della patologia, cioè con una accezione terapeutico/sanitaria. Tale accezione, quando la psicologia si occupa di lavoro e organizzazione, è quanto mai inesatta.

Questo, infatti, è uno dei campi applicativi in cui è dominante un'accezione preventivo/promozionale della ricerca sui processi cognitivi ed affettivi del comportamento umano, individuale e collettivo.