“Non c’è ricetta semplice della complessità… Il problema della complessità non consiste nella formulazione di programmi che le menti possano inserire nel proprio computer. La complessità richiede invece strategia, perché solo la strategia può consentirci di avanzare entro ciò che è incerto e aleatorio… la complessità è difficile... si tratta di convivere con la complessità… ” 

EDGAR MORIN


Gestione delle risorse

Gestione delle ansie imprenditoriali e dello stress del personale per l’incertezza dei mercati e delle aspettative di vita e lavoro: dimissioni, demotivazione, e ricerca di nuove prospettive professionali più remunerative, soddisfacenti e concilianti i tempi di vita e di lavoro, sono i fenomeni più diffusi. Qui l’intervento della psicologia del lavoro e dell’organizzazione ha spazi e metodologie per incidere profondamente.

La psicologia del lavoro e dell’organizzazione

L'approccio psicologico è una componente primaria di conoscenza del pensare e dell'agire, e diventa indispensabile e prioritaria in momenti problematici come quello che stiamo attraversando, per evitare risposte difensive o disfunzionali e ottimizzare gli sforzi per l'adozione di soluzioni costruttive e innovative.

Il contributo della psicologia per la gestione del cambiamento rappresenta un plus percepito oggi come tale da un'avanguardia culturale di persone e imprese: la sua diffusione diventa anch'essa una sfida da cogliere in quanto coerente con le sfide produttive e occupazionali dei prossimi anni. In Italia la rappresentazione sociale della psicologia è prevalentemente quella di una scienza e di una professione del disagio e della patologia, cioè con una accezione terapeutico/sanitaria. Tale accezione, quando la psicologia si occupa di lavoro e organizzazione, è quanto mai inesatta.

Questo, infatti, è uno dei campi applicativi in cui è dominante un'accezione preventivo/promozionale della ricerca sui processi cognitivi ed affettivi del comportamento umano, individuale e collettivo.