“Non c’è ricetta semplice della complessità… Il problema della complessità non consiste nella formulazione di programmi che le menti possano inserire nel proprio computer. La complessità richiede invece strategia, perché solo la strategia può consentirci di avanzare entro ciò che è incerto e aleatorio… la complessità è difficile... si tratta di convivere con la complessità… ” 

EDGAR MORIN


Passaggio generazionale

Si fa sempre più evidente il divario di mentalità tra "vecchie" e "giovani" generazioni: i modelli valoriali, gli stili di vita, le aspettative professionali si modificano sempre più rapidamente e il sistema impresa italiano mostra contraddizioni e problematiche che attraversano anche la società e le famiglie.

Dalla fuga dei cervelli al fenomeno delle dimissioni, dalla ricerca di equilibrio vita-lavoro all'apparente demotivazione lavorativa, dalla precarietà economica al "rifiuto" di determinate attività professionali, i giovani sono una risorsa scarsamente presente o valorizzata nel mondo del lavoro.

Questo vale sia per il passaggio generazionale nella tradizionale impresa famigliare, sia per l'inserimento in azienda di nuovi profili e di adeguate competenze.

Il gap può e deve essere superato tramite l'innovazione culturale, attività di formazione e di accoglienza, azioni di welfare aziendale per il benessere e la soddisfazione, politiche di progressione e di sistema premiante.

Ancora una volta la competenza HR dei capi intermedi è determinante per il senso di appartenenza e la produttività dei giovani, sia per la capacità organizzativa di attrarre talenti e sviluppare vantaggio competitivo.

La psicologia del lavoro e dell’organizzazione

L'approccio psicologico è una componente primaria di conoscenza del pensare e dell'agire, e diventa indispensabile e prioritaria in momenti problematici come quello che stiamo attraversando, per evitare risposte difensive o disfunzionali e ottimizzare gli sforzi per l'adozione di soluzioni costruttive e innovative.

Il contributo della psicologia per la gestione del cambiamento rappresenta un plus percepito oggi come tale da un'avanguardia culturale di persone e imprese: la sua diffusione diventa anch'essa una sfida da cogliere in quanto coerente con le sfide produttive e occupazionali dei prossimi anni. In Italia la rappresentazione sociale della psicologia è prevalentemente quella di una scienza e di una professione del disagio e della patologia, cioè con una accezione terapeutico/sanitaria. Tale accezione, quando la psicologia si occupa di lavoro e organizzazione, è quanto mai inesatta.

Questo, infatti, è uno dei campi applicativi in cui è dominante un'accezione preventivo/promozionale della ricerca sui processi cognitivi ed affettivi del comportamento umano, individuale e collettivo.